Circolo Canottieri Saturnia

Spartaco Barbo racconta i Campionati Italiani

Circolo Canottieri Saturnia Spartaco Barbo racconta i Campionati Italiani
News
11 Luglio 2025

Il nostro coach Spartaco Barbo racconta i Campionati Italiani Under 19, Senior e Pesi Leggeri di Ravenna e i risultati della nostra squadra

È stato indubbiamente un Campionato molto impegnativo, anche a causa delle condizioni atmosferiche non semplici: i ragazzi hanno gareggiato con un caldo terribile, quasi 40 gradi, e con un tasso di umidità molto alto. Nonostante tutto, sono stati bravissimi nella gestione del pre e post gara, e nel recupero: hanno seguito in maniera certosina i miei suggerimenti per affrontare al meglio le gare successive.

Quello che mi è piaciuto di più è stato vedere, ancora una volta, lo spirito di squadra del Saturnia, che ci contraddistingue da sempre: la voglia di portare con onore i colori della società sempre più in alto, e il desiderio autentico di fare squadra.
Mi è piaciuto vedere gli atleti alla domenica, quando anche chi non era riuscito ad accedere alla finale non ha perso occasione per fare il tifo ai compagni e alle compagne, e gioire per i loro successi. Questo mi piace: vedere lo spirito di appartenenza, vedere ragazzi del Saturnia vestire questa maglia da otto o dieci anni, con grande orgoglio e determinazione. Fieri di appartenere a questo prestigioso club.

I numeri della spedizione

Abbiamo portato dieci equipaggi al Campionato Italiano, di cui otto hanno centrato la finale. Abbiamo vinto tre titoli italiani, una medaglia di bronzo e ottenuto ottimi piazzamenti. Questo, per me, è motivo di orgoglio, perché significa che il sistema funziona, che la programmazione è stata corretta, e che i ragazzi sono cresciuti non solo nell’arco della stagione, ma anche nel loro percorso verso la gara più importante dell’anno. E ci sono arrivati al meglio delle loro performance.

Le gare nel dettaglio

Mi è piaciuta moltissimo la crescita del quattro di coppia Under 19 maschile. Hanno combattuto per entrare in finale e, non contenti, si sono cimentati anche nel quattro senza Pesi Leggeri, una specialità in cui hanno affrontato ragazzi più grandi, esperti e maturi, con grande determinazione e con la voglia di raggiungere la medaglia a tutti i costi. Il podio è mancato per poco, ma sono sicuro che Emanuele (Rossi), Alberto (Petronio), Sebastiano (Monti) ed Edoardo (Rovina) tornano a casa con la consapevolezza che le cose si possono fare.

Mi è dispiaciuta la mancata medaglia del doppio Under 19 femminile di Maja Antoni e Tea Fortunat, ma vuol dire semplicemente che gli equipaggi che abbiamo affrontato erano più veloci. Non ci siamo tirati indietro, abbiamo fatto il massimo. Lo sport è anche questo, e bisogna accettarlo.

Il due senza Senior femminile di Maria Elena Zerboni e Vittoria Pastorelli è stato una barca improvvisata in due giorni: Maria Elena è sempre stata impegnata nel raduno di Beach Sprint a Barletta e Vittoria è stata bravissima a gestire il doppio impegno – importantissimo – della maturità e dello sport. Hanno raccolto il massimo che si poteva fare, considerando come abbiamo potuto preparare la barca e l’evento.

Il doppio Under 19 maschile di Samuele Zanella e Andrea Boucher è stato un vero e proprio azzardo: i ragazzi volevano fare questa barca insieme, e Andrea rientrava da un periodo lunghissimo di stop per problemi di salute. Le prove fatte a casa ci davano ottimi riscontri cronometrici, e avevamo fiducia nel loro potenziale. In batteria hanno condotto in modo esemplare, controllando gli avversari. In semifinale, purtroppo, a metà gara, nonostante l’equipaggio fosse davanti, hanno preso un filaremo: a causa delle condizioni avverse abbiamo perso un po’ d’assieme, Andrea è andato in difficoltà e non siamo riusciti ad agguantare una finale che era davvero nelle nostre possibilità. Anche qui, a volte, non si raccoglie quanto si semina, ma bisogna essere tosti, duri, e ripartire a testa bassa.

Le medaglie

Il bronzo del quattro di coppia Senior è arrivato quasi in modo rocambolesco. All’ultimo minuto, prima della partenza, un atleta ha rinunciato alla partecipazione per motivi personali. La sera prima di partire ho chiamato Gustavo Ferrio e gli ho detto: “Gustavo, ci sei? Ho bisogno di aiuto!”. E come sempre lui si è dimostrato generoso e pronto ad aiutare il Saturnia e la squadra. Con Andrea Serafino, Evan Benvenuto e Antonio Distefano hanno fatto una bellissima gara, arrivando terzi a pochissimo dall’argento.
Sicuramente, come succede spesso ai Campionati Italiani, avere la fortuna di gareggiare in acqua 1 significa anche avere il catamarano RAI a fianco, che segue il primo equipaggio e crea onde. Credo che senza quel piccolo problema tecnico, l’equipaggio del Saturnia sarebbe arrivato secondo.

Commentare le performance dei quattro moschettieri – Matteo Trevisan, Matteo Cecotti, Pietro Blasig e Novak Mitrovic – con la timoniera Caterina Oldrati, non è semplice. Le aspettative erano tante: sono i migliori quattro Under 19 del ranking nazionale e protagonisti per tutta la stagione. A volte, il dover vincere può diventare un freno. Ma loro sono stati bravissimi: hanno gestito benissimo anche l’aspetto nervoso, sono rimasti tranquilli, focalizzati sui dettagli tecnici, e hanno seguito alla perfezione le indicazioni. Hanno vinto entrambe le gare, dimostrando di essere oggi l’equipaggio più veloce d’Italia.

La ciliegina sulla torta di questo Campionato Italiano è stata la vittoria nel due senza Senior Assoluto e la conseguente conquista del Trofeo Azelio Mondini da parte di Antonio Distefano ed Evan Benvenuto. Hanno fatto una gara bellissima, corta, attenta, con grande maturità: partenza lenta, consapevoli di non avere un grande assieme – ricordiamo che Antonio studia negli Stati Uniti e Evan rientrava dopo un anno di stop per infortunio alla schiena. Ma il passo centrale di gara è stato il loro asso nella manica, e negli ultimi 500 metri sono venuti fuori alla grande.

Il vero successo

È stato un Campionato Italiano bello e importante, con grandi soddisfazioni. Ma quello che più mi preme sottolineare è che, ancora una volta, è emersa la forza del gruppo. Dal Presidente, al Direttore Sportivo, ai genitori e alle famiglie, e ovviamente agli atleti: è venuto fuori lo spirito di appartenenza, la voglia di essere atleti del Saturnia.

E questa, per me, è la gratificazione più grande.

Spartaco Barbo

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